venerdì 7 giugno 2013

UN WEEKEND DA EROI NEL CUORE DELLE DOLOMITI


Mancano un paio di settimane alla Südtirol Sellaronda HERO la gara di mountain bike più dura d’Europa e forse anche per questo, più desiderata dagli appassionati. Una manifestazione che non mancherà di regalare spettacolo anche dal punto di vista paesaggistico, svolgendosi attorno al maestoso gruppo del Sella nel cuore delle Dolomiti. 

Ma non solo agonismo, nello stesso weekend imperdibile il Sellaronda Bike Day di ciclismo su strada e il via della stagione 2013 del Sellaronda MTB Tour per chi vuole “circumnavigare” il Sella a velocità turistiche.

La Südtirol Sellaronda HERO, prevista per il prossimo 22 giugno, è senza dubbio la gara di mountain
bike più impegnativa nel calendario continentale della distanza marathon, e ogni anno raccoglie sempre più consensi e adesioni, tanto che questa edizione ha chiuso con 3.013 iscritti provenienti da oltre 30 nazioni.

Valida come ottava tappa  del circuito UCI Marathon World Series 2013, la HERO prevede due percorsi che si snoderanno tra la Val Gardena, l’Alta Badia, Arabba, la Val di Fassa e l’Alpe di Siusi. Il tracciato “lungo” da 84 km (con 4.300 metri di dislivello) sarà valido come Marathon World Series per gli uomini mentre quello da 62 km (con un dislivello di 3.300 metri) lo sarà per le donne. La partenza è prevista da Selva Gardena dove sarà allestita una zona Expo nella quale aspettare l’arrivo degli atleti. Poi alla sera grande festa con premiazioni e tanta musica dal vivo.

Un weekend pieno di emozioni ma non solo. Anche quest’anno torna infatti il Sellaronda Bike Day! Domenica 23 giugno, ovvero il “day after” della HERO, i passi Gardena, Sella, Pordoi e Campolongo saranno totalmente chiusi al traffico motorizzato per una giornata dedicata a tutti gli appassionati della bicicletta. Famiglie, gruppi di amici, grandi e piccoli potranno passare una giornata all’aria aperta immersi nelle bellezze delle Dolomiti, patrimonio dell’Unesco. Si potrà partire liberamente da uno dei quattro paesi di fondo valle, tenendo presente che il blocco stradale sarà dalle 8.30 alle 15.30: il senso di marcia consigliato è quello antiorario. Ci si potrà fermare ai numerosi bar e ristoranti disseminati sul tragitto, un’ottima e imperdibile occasione per riposarsi con un buon caffè o una buona birra.

LIBERTY OF THE SEAS PER LA PRIMA VOLTA A NAPOLI


 Napoli,  7 giugno 2013  – Oggi Liberty of the Seasinizia la sua stagione nel Mediterraneo Occidentale imbarcando dal nuovo home-port di Napoli, con entusiasmanti itinerari di 7 notti tra le bellezze di Spagna e Francia.


“Napoli ricopre un ruolo strategico nella programmazione 2013 di Royal Caribbean con 84 scali di 9 delle 41 navi del Gruppo e oltre 250.000 crocieristi movimentati in totale: oltre a Liberty of the Seas, vi faranno scalo 4 navi di Royal Caribbean International e altre 4 di Celebrity Cruises. 
Inoltre, nel 2014 sarà porto di scalo, insieme a Civitavecchia, per la breve stagione di Oasis of the Seas nel Mediterraneo in partenza da Barcellona: una grande opportunità per la città in termini di ritorno economico e di sviluppo turistico – ha commentato Gianni Rotondo, direttore generale RCL Cruises Ltd ItaliaTutto il Sud-Italia ha un grande potenziale e ci auguriamo di poter aumentare sempre di più la nostra presenza sul territorio anche grazie alle importanti sinergie con le autorità locali”.


Fino al 30 agosto gli ospiti a bordo di Liberty of the Seas possono trascorrere una crociera affascinante che, attraverso le escursioni guidate, permette di scoprire la frizzante vivacità della capitale catalana e di Marsiglia, il fascino rilassante di Aix-en-Provence, l’eleganza cosmopolita di Nizza e Montecarlo, per concludere con due meraviglie senza tempo come Le Cinque Terre e Roma prima del rientro a Napoli.

Ogni giorno gli ospiti possono scoprire i numerosi pregi di una nave davvero all’avanguardia in fatto tecnologia, servizi, accoglienza e dotazioni di comfort, tutti mirati a garantire la migliore qualità Royal Caribbean International in un’atmosfera piacevolmente internazionale. E se le diverse escursioni a terra sono una vera occasione per  apprezzare i gioielli del mare nostrum, su Liberty of the Seas la parola “noia” non esiste più! C’è solo l’imbarazzo della scelta tra le tantissime attrazioni e attività per il tempo libero per tutti i momenti della giornata e tutte le età.

In particolare è questa la nave dedicata a una delle esperienze più indimenticabili per i più piccoli: la Dreamworks Experience, che arricchisce il programma di animazione Adventure Ocean (il club dedicato a piccoli e giovani) con spettacoli, parate e bellissimi momenti insieme a Shrek, il Gatto con gli Stivali e Kung Fu Panda. I giovani ospiti hanno modo di incontrare e conoscere i loro simpatici beniamini, pronti a coccolarli e sorprenderli di continuo.

Da quest’anno le attività a bordo dedicate ai più piccoli si arricchiscono inoltre di un’altra bella novità rivolta alle ragazzine: la Barbie Premium Experience, che offre, su Liberty ma anche su tutte le altre navi Royal Caribbean International, l’opportunità di vivere un’entusiasmante crociera in compagnia della bambola più fashion del mondo. Le fortunate ospiti possono soggiornare in una cameretta arredata in stile Barbie e partecipare alle speciali attività a tema come il corso di danza per sirene e il laboratorio per giovani stiliste.

Inaugurata nuova sede Pmi a Napoli

Inaugurata a Napoli, nella centralissima Via dei Mille - Palazzo Leonetti, tra i più antichi e prestigiosi della città, una nuova sede di Pmi Campania, l’Associazione delle Piccole e Medie Imprese presieduta da Gustavo De Negri.

Coordinatore delle sede cittadina è l’imprenditore napoletano Giuseppe Davide.
Da sinistra gli imprenditori
Gustavo De Negri e Giuseppe Davide
Abbiamo deciso – dichiara il Presidente Gustavo De Negri –  di dotarci di una sede nel centro di Napoli e di potenziare la struttura organizzativa per venire incontro alle mutate e sempre più molteplici esigenze degli associati e, dato non trascurabile, al costante aumento degli stessi in termini numerici. Rendendo operativi i nuovi uffici in una sede prestigiosa abbiamo dato l’ennesimo segnale che per Pmi Campania l'azienda e il territorio restano al centro dell’attenzione. L'imprenditore è il “cliente” dell’Associazione che con i suoi organi di rappresentanza e la struttura deve essere sempre in grado di assistere e tutelare il socio”.

“L’intera organizzazione – spiega il Coordinatore Giuseppe Davide - sarà “customer oriented” per rispondere ai problemi degli iscritti attraverso l’individuazione di soluzioni efficaci. Pmi Campania ha dimostrato in questi anni una forte capacità di incidere, ricorrendo al metodo del dialogo e del confronto con l’intero sistema istituzionale. L'Associazione deve mirare alla definizione di un insieme organico di opportunità per il mondo delle imprese e per questo  sarà decisivo stabilire relazioni industriali continue”. 

Pmi Campania è dotata di una struttura organizzativa che ha implementato una rete di servizi da fornire alle imprese, alcune macro aree di riferimento: Credito e Finanza; Legale; Sindacale; Ambiente e Sicurezza; Internazionalizzazione; Formazione; Studi e Comunicazione; Fiscale.

Movida, problema o opportunità


Il rapporto tra città e tempo libero, in particolare notturno, non ha una valenza riconducibile solo alla qualità della vita dei residenti ma assume, sempre di più, una connotazione turistica e di stimolo del pensiero creativo. Persino le notti bianche diventano elemento integrativo dell’offerta turistica a dimostrare che, talvolta, si vende la veglia anziché il sonno.

E’ lungo, tuttavia, l’elenco delle città dove il centro storico è teatro di conflitti, anche intensi, tra una pluralità di interessi e esigenze che rinviano a diverse potenziali vocazioni dei luoghi.
Milano e tante altre città stanno vivendo gli effetti contraddittori della crescente vocazione circense dei centri storici, invasi di giorno da consistenti flussi turistici e di notte da persone che accedono alle diverse forme di entertainment esistenti.


La vocazione circense dei centri storici, sebbene indotta da fattori di diversa natura, fa anche da incubatore a comportamenti devianti, a volte illegali, che generano problemi delicati di gestione dell’ordine pubblico e che rendono difficile la coesistenza delle diverse esigenze che devono trovare risposte negli stessi luoghi.
In questo quadro è fondamentale trovare soluzioni praticabili che chiamino in causa la responsabilità di tutti, in sintonia con una idea condivisa del significato e del ruolo del centro cittadino rispetto agli obiettivi della comunità e dei suoi componenti. In questa ottica FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ha organizzato il convegno
“Movida, problema o opportunità”
che si terrà il prossimo 20 giugno presso la Triennale di Milano; durante il convegno verrà presentata  da Francesco Maietta, responsabile politiche sociali Censis,  la ricerca
“Il centro storico delle città, da fonte di identità a luogo circense”
Sono previsti interventi di Giuseppe De Rita, Presidente Censis; Elio Fiorucci, Stilista; Fulvio Scaparro Psicoterapeuta -Associazione Gea; Claudio De Albertis Presidente Assimpredil Ance; Emanuele Scafato, Istituto Superiore di Sanità. Le conclusioni saranno affidate a Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe.

CHEER UP IL FESTIVAL EUROPEO DELLE CHEERLEADER


Dal 28 al 30 giugno al Palacongressi di Rimini al via “Cheer Up 2013” la prima kermesse Europea tutta dedicata al mondo delle Cheerleaders e al Mito Americano.

Tre giorni di eventi speciali, ospiti, stand dedicati, lezioni, esibizioni, sport, musica e cultura a Stelle e Strisce. Con il grande spettacolo dei Campionati Europei di Cheerleading e migliaia di ragazze e ragazzi da tutto il mondo.

Per il secondo anno consecutivo l'Italia organizza la 18° edizione dei Campionati Europei di Cheerleading, un evento spettacolare ed entusiasmante, che richiama 2000 atleti di Cheerleadeing da tutta Europa!
La massima competizione europea vede in gara le categorie kids, Junior  e Senior


Tra il fitness e la danza, tra gli stunt e la ginnastica, il Cheerleading è una disciplina nata negli Stati Uniti ma che da noi è già un piccolo grande cult. Merito della Federazione Italiana Cheerlading Acrobatico e Dance e dei media che tra film sui college americani, partite di NBA e Football Amerifano in TV, il mito delle Cheerleaders è arrivato anche nelle nostre palestre, scuole di ballo e team sportivi, in grande stile: entro il 2014 sono previsti oltre 10 mila atleti praticanti questa disciplina, con 450 squadre in tutta la penisola ed un'unica grande passione. Quella per il sorriso, la libertà, lo sport e la spensieratezza.

Due le grandi aree dell’evento: l’AREA CONTEST, un vero e proprio palazzetto dello sport costruito all’interno del Palacongressi di Rimini dove si svolgeranno i Campionati Europei di Cheerleading, le esibizioni e le prestigiose gare mondiali come la International Open Cheerleading Competition (IOCC).
La seconda è l’AREA EXPERIENCE, un grande spazio espositivo con stand, animazione, lezioni gratuite, sport, musica, ballo ed eventi speciali tutti dedicati al mondo delle Cheerleaders e all'American Lifestyle.

Turismo nautico: ripartire con la Sardegna si può!


La nautica soffre: parliamone in Sardegna! Parliamone “nella regione simbolo del turismo nautico nazionale e internazionale, ma anche esempio dell'impatto negativo delle tassazioni straordinarie”. Parliamone da dove è partito un disegno di legge per l’equiparazione dei resort marina alle strutture ricettive alberghiere con la conseguente riduzione dell'IVA (come accade già in Spagna ed in Francia). Parliamone in una regione in cui c'è disoccupazione ed il settore nautico potrebbe portare altri 2.700 posti di lavoro. Parliamone a Cagliari con i dati ufficiali presentati dall'Osservatorio Nautico Nazionale nel corso della Convention Ucina Satec 2013. Due giorni (il 31 maggio ed il 1 giugno) di confronti, riconoscimenti, riflessioni e anche autoanalisi su politiche di rilancio della nautica che, pur tra grosse difficoltà, si conferma la quinta forza dell’export nazionale ed uno degli esempi d’eccellenza Made in Italy nel mondo.


Con il convegno pubblico “Nautica sviluppo del turismo. Turismo motore del Paese” l'analisi delle ricadute e delle potenzialità del turismo nautico per l’economia e l’occupazione nazionale e locale si è poi arricchita di interventi illustri, a cominciare proprio dai saluti introduttivi. Il presidente della Regione Ugo Cappellacci, “diportista d'eccezione” - così definito dal moderatore Fabio De Rossi – ha sottolineato che
 “il comparto della nautica risolve il problema della destagionalizzazione dato che opera in un periodo di tempo più lungo ed è caratterizzato da costanti operazioni di manutenzione e rimessaggio che perdurano tutto l'anno”. Serve un “cambio di rotta” e “la Sardegna si è già mossa abolendo la tassa sul lusso, destinando alla portualità 250milioni di euro di investimenti importanti, portando avanti una politica fiscale di vantaggio finalizzata alla riduzione delle accise del carburante e lottando per la riduzione dell'IVA dei resort marina”.
Insomma perseguendo quella che il Governatore sardo definisce una 
“politica aggressiva quanto basta”.
 “I presupposti per sviluppare la nautica anche all'estero ci sono tutti”: ha affermato con ottimismo Alessandro Liberatori (Direttore Ufficio ICE). “L'ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane - sta organizzando missioni imprenditoriali (seminari, incontri BtoB e visite aziendali) in tutto il mondo e collettive negli USA ed in Cina”.
“Se la Sardegna mostra un alto grado di apertura internazionale e nazionale, risulta però più esposta alle scelte di altri in quanto la sua base regionale è molto limitata”
eppure i dati illustrati da Gianmarco Ugolini (Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Nautico Nazionale) descrivono potenzialità interessanti nel settore della nautica da diporto.
“In Sardegna si può, ma solo se si rispettassero determinate condizioni”.
 L’indotto di spesa complessivo del diportista potrebbe aumentare di oltre 92 milioni di euro (raggiungendo 350 milioni di euro complessivi) se le risorse nautiche della regione fossero sfruttate al massimo delle proprie potenzialità. Ugolini ha dipinto una Sardegna che ha ancora molto da offrire alla nautica e al turismo nautico in cui l'offerta di portualità turistica è attualmente sottoutilizzata.
 “Esistono ampi margini di recupero, dunque, purchè vengano perseguite politiche proattive basate sull'offerta integrata di territorio, mare e diporto che coinvolgano i principali stakeholder: Regione, Amministrazioni locali ed operatori portuali. Indubbiamente la Sardegna può puntare sulla bellezza delle coste e del mare e sulla qualità delle acque, ma resta ancora molto da fare nella qualità nautica dei territori (accessibilità, accoglienza turistica, ecc.). Non bisogna perdere i diportisti che scelgono sempre i porti ed il mare sardo e occorre conquistare nuove quote guardando allo sviluppo regionale e creando pacchetti turistici nautici.”
 Tante ricette, tante idee e riflessioni su cui si sono confrontati, nel corso della tavola rotonda conclusiva, anche Anton Francesco Albertoni (Presidente Ucina Confindustria Nautica), Marco Bruschini (Direttore Promozione ENIT), Matteo Giuliano Caroli (Ordinario Università Luiss Guido Carli), Franco Cuccureddu (Presidente Rete dei Porti della Sardegna), Piergiorgio Massidda (Presidente Autorità Portuale di Cagliari) e Paola De Micheli (Vicecapogruppo Vicario del PD alla Camera dei Deputati).

 La conclusione della Convention nelle parole di Albertoni:
  “la nautica è un settore che incide tantissimo nell'economia del Paese. Alle casse dello Stato, nel 2003-2008, con il leasing c'è stato un recupero di gettito fiscale di oltre 800 milioni, ma c'è sempre più bisogno di un'inversione di tendenza forte dal punto di vista della comunicazione fatta di atti concreti. Cappellacci ha dato un segnale forte che tutti noi dobbiamo diffondere: la Sardegna è un esempio assolutamente positivo per ciò che la Regione sta per fare perché promuovere il Mediterraneo è promuovere il sistema Italia. Il ministro per le infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi ed i presidenti delle due commissioni di Camera e Senato ci hanno dato segnali incoraggianti di intervento nel settore”.
Pina Monni

L’Autorità Portuale di Napoli al Transport Logistic di Monaco


L’Autorità Portuale di Napoli partecipa dal 4 al 7 giugno alla fiera Transport & Logistic di Monaco di Baviera,  la più grande del mondo del settore trasporti e logistica.
Nove i padiglioni impegnati per l’evento, per circa 800 espositori diretti e 50.000 visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

Lo scalo di Napoli è presente in uno stand collettivo italiano, insieme a diversi porti nazionali, per presentare il sistema portuale del paese come porta di accesso per i mercati del Nord Europa e della sponda Sud del Mediterraneo.

Il porto di Napoli ed i suoi operatori rappresentano il sistema logistico campano, un sistema di trasporto intermodale efficiente sia per il territorio campano che, grazie ai diversi collegamenti stradali e ferroviari, per il Centro Europa. Un ruolo confermato dai contatti con gli operatori internazionali del settore, che, a parte assestamenti strutturali, dovuti anche della crisi economica mondiale, continuano a rivolgere particolare attenzione agli sviluppi dello scalo partenopeo.

In tale ottica, ha suscitato particolare interesse il futuro ruolo della Darsena di Levante: al termine dei lavori di costruzione, attualmente in corso e a pieno regime, la capacità di stoccaggio e movimentazione del porto di Napoli sarà praticamente raddoppiata. In tre anni, sarà possibile movimentare oltre un milione di teus, per proporsi ancora di più come scalo di riferimento per il Sud Italia sia nei traffici di origine/destinazione, sia nell’importante mercato del transhipment.



Il Commissario Straordinario, Luciano Dassatti, ha voluto fortemente la presenza dell’AP di Napoli, nella persona del Segretario Generale, Avv. Emilio Squillante, affinché fosse soprattutto rappresentata la dimensione a breve e medio termine del porto di Napoli,  a livello commerciale e infrastrutturale, anche in ragione degli interventi previsti dal Grande Progetto che trasformerà radicalmente lo scalo partenopeo. 

Materiali riciclati per imballaggi per oli alimentari

Biagio Mataluni
Produrre ed immettere, per la prima volta sul mercato europeo, imballaggi per oli alimentari realizzati al 100% in plastica riciclata. E’ la nuova ambiziosa sfida lanciata dagli Oleifici Mataluni per Olio Dante per acquisire significativi elementi di competitività, partendo da investimenti in eco-innovazioni. 

Il progetto dell’azienda di cui è presidente Biagio Mataluni, numero due di Confindustria Campania, è stato presentato a Milano nel corso dell’XI edizione del Sodalitas Social Awards,  il riconoscimento nazionale che dal 2002 viene assegnato ad imprese, associazioni imprenditoriali, distretti industriali ed organizzazioni che si siano concretamente impegnate in progetti di sostenibilità d'impresa con lo scopo di incoraggiare il riciclo delle bottiglie in Pet per alimenti, rendendo i rifiuti una risorsa da valorizzare. L’applicazione della plastica riciclata nell’imballaggio degli oli alimentari rappresenta una novità assoluta in Europa. Per questo motivo, l’azienda sannita ha deciso di avviare una linea pilota per la produzione di preforme, dalle quali saranno realizzate bottiglie in plastica riciclata al 100%.

“Il risultato principale - spiega Maria Rosaria Galdi, consulente degli Oleifici Mataluni che collabora  alle ricerche di soluzioni innovative per il packaging con il Dipartimento di Ingegneria industriale dell’università di Salerno - è coniugare un valore ecologico ad un vantaggio economico, conseguente alla riduzione della quantità di materiale impiegato per la produzione degli imballaggi plastici ottimizzati per oli, e all’uso di materiali di riciclo.
Ogni volta che un contenitore di Pet è riciclato, infatti, la sua riserva di petrolio viene riutilizzata ed il ciclo di vita delle plastiche, quindi, rientra in un percorso virtuoso, che riesce a ridurre scarti di produzione, rifiuti urbani ed impatto energetico. Produrre 100 kg di Pet riciclato significa risparmiare 48 milioni di Btu di energia e ridurre le emissioni di gas serra di circa 3000 libbre”.
Eduardo Cagnazzi

Macro rifiuti nel Mar di Toscana più dell’80% degli oggetti sono di plastica


Presentato all'Accademia dei Fisiocritici di Siena, nel corso del Convegno su indicatori per la Strategia Marina uno studio pilota per il monitoraggio dei macro rifiuti marini galleggianti tra la Toscana e la Corsica.
I risultati del monitoraggio, scaturiti da più di 40 ore di osservazioni dirette in mare, ha evidenziato come più dell’80% dei macro rifiuti (più grandi di 25 cm) presenti in mare sia rappresentato da “plastiche” e di come teli e buste di plastica, insieme a cassette di polistirolo per pesce siano tra gli oggetti più presenti.

La ricerca è stata resa possibile grazie all’utilizzo di traghetti della Corsica-Sardinia Lines utilizzati come come piattaforme di osservazione ed è stata realizzata dall’Università di Pisa e da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). L’area monitorata è stata una “striscia di mare” larga 100 metri posta a fianco del traghetto e sorvegliata sistematicamente da un osservatore dedicato.

In media è stata trovata una densità di macro-rifiuti pari a due oggetti ogni chilometro quadrato; lungo l’area di studio, la rotta transfrontaliera Livorno-Bastia, la densità di macro rifiuti è risultata essere simile. Cristina Luperini, che ha presentato lo studio, ha evidenziato come tale protocollo oltre ad avere costi molto ridotti permette di conoscere il fenomeno dei rifiuti marini anche nei tratti di mare alto solitamente poco monitorati.
 “Il metodo - sottolinea la ricercatrice - è replicabile sia nel tempo sia nello spazio; durante il nostro studio abbiamo contato, all’interno della nostra striscia di 100 metri, un oggetto circa ogni 5 km percorsi. In particolare buste di plastica e reti fantasma possono essere molto pericolose per la fauna marina protetta come tartarughe e cetacei, sia per l’ingestione sia per l’aggrovigliamento. Anche per questo è particolarmente importante poter conoscere l’entità della loro presenza in mare alto. Durante il nostro studio abbiamo contato un oggetto in mare circa ogni 5 km percorsi”.
 Se ampliato in altre regioni marine Italiane, il protocollo di monitoraggio di marine litter, potrebbe essere il punto di partenza per verificare nel tempo gli effetti delle politiche per la riduzione dei rifiuti che finiscono in mare previste sia dalla marine strategy, sia dal recente decreto legge che vieta il commercio di buste di plastica non biodegradabili/biocompostabili per il trasporto di alimenti.

Il GNL e il futuro del trasporto marittimo


Secondo la Moore Stephens, società internazionale di revisione contabile, il costo medio di gestione di un’imbarcazione internazionale, aumentato l’anno scorso del 2,1 percento, è quanto mai elevato e stando alle previsioni è destinato a salire ulteriormente. Al momento il combustibile per uso marittimo rappresenta fino al 70 percento di tale costo, una percentuale che non accenna a diminuire visto che nel 2015 nelle aree di controllo delle emissioni (ECA) europee e statunitensi la soglia massima consentita del tenore di zolfo sarà portata allo 0,1 per cento. Le società di navigazione che decideranno di utilizzare i combustibili distillati all’interno di tali aree potrebbero pertanto assistere a un’impennata dei costi. 

Dato che i distillati costano il 45% in più rispetto ai tradizionali oli ad alto tenore di zolfo (ATZ) e date le previsioni di aumento della domanda di distillati marini, dopo il 2015 tale differenza di prezzo non potrà che aumentare.
Alla luce di tali fatti, gli armatori e gli operatori navali stanno ora decidendo come affrontare le questioni economiche e il rispetto delle norme, e soppesando i vantaggi delle uniche due alternative praticabili ai costosi distillati: i sistemi di depurazione dei gas di scarico o l’alimentazione a GNL. Inoltre, a partire dal 2020 all’interno dell'Unione europea e dal 2020 o dal 2025 a livello globale, in base agli standard dell’IMO, tutte le imbarcazioni dovranno impiegare un carburante con un tenore massimo di zolfo dello 0,5%.

L’alternativa del GNL

Il gas naturale è un combustibile alternativo che presenta grandi potenzialità per il mercato dei trasporti marittimi. Infatti, non solo consente di rispettare i futuri regolamenti delle ECA grazie all’intrinseca riduzione del 99 percento delle emissioni di SOx, ma emette anche l’85 percento in meno di NOx rispetto all'ATZ, rendendo possibile rispettare anche la normativa Tier III sulle emissioni di NOx che entrerà in vigore nel 2016 o, qualora a marzo 2014 l’IMO decidesse di posporre la scadenza, nel 2021. Inoltre, il GNL potrebbe permettere di rispettare anche una serie di potenziali normative future poiché, rispetto all’ATZ, emette il 99 percento in meno di particolati nocivi e consente una riduzione del 20 percento dell’emissione di gas serra. Pertanto, è facile capire perché il GNL venga salutato come il nuovo super combustibile del futuro dei trasporti marittimi.

Poiché si tratta di una soluzione relativamente nuova, non è una sorpresa scoprire che le infrastrutture per il bunkeraggio del GNL sono ancora in via di sviluppo. Tuttavia, col passare del tempo il potenziale più a lungo termine del GNL diventerà una necessità anziché un “piacevole optional”, e a quel punto le soluzioni a tali problemi di rifornimento cominceranno probabilmente ad abbondare. 

Al momento, invece, si è venuta a creare una specie di circolo vizioso: chi intende usare il GNL come combustibile aspetta che le infrastrutture per il rifornimento progrediscano, mentre chi si occupa del bunkeraggio del GNL adduce la mancanza della domanda quale freno ai progressi. Dopo il 2015, quando il settore si troverà ad affrontare l’incremento dei prezzi che indubbiamente interesserà i distillati, è prevista un’accelerazione sia della domanda sia dell’offerta, come dimostra lo sviluppo delle stazioni di bunkeraggio che si sta verificando nell’Europa del Nord, in particolare nei porti di Aarhus, Helsingborg, Helsinki, Malmö-Copenaghen, Tallinn, Turku, Stoccolma e Riga.

Leader nella produzione di motori con tecnologia dual-fuel


Wärtsilä ha dato inizio allo sviluppo della tecnologia dei motori dual-fuel nel 1987; il primo frutto di questi studi fu un motore gas-diesel (GD) ad alta pressione di iniezione del gas. A questo fecero seguito i motori a gas di seconda generazione quando, nei primi anni '90, la società introdusse sul mercato i motori ad accensione comandata (SG) a gas puro che utilizzavano gas a bassa pressione. La vera svolta avvenne tuttavia nel 1995 con l’introduzione del motore Wärtsilä dual-fuel (DF). I motori a gas di terza generazione offrivano il vantaggio di combinare l’efficienza e la flessibilità nell’impiego dei combustibili con le prestazioni ambientali.

I Porti italiani a Monaco - una nuova politica integrata per lo sviluppo del sistema portuale italiana

L’appuntamento dei giorni 4 – 7 giugno 2013 a Monaco di Baviera, per la fiera Transport & Logistic, la più grande al mondo del settore trasporti e logistica, è stato anche occasione per un forum italo-tedesco nel corso del quale rappresentanti di entrambi i Paesi si sono confrontati sulla portualità e la logistica.
Il Forum, organizzato dalla Camera di Commercio italo-tedesca, è stato aperto con i saluti del Console Generale d’Italia Filippo Scammacca del Murgo e di alcuni rappresentanti della Camera e della Fiera.
Alla panel dedicato agli
“Investimenti nei principali poli logistici all’interno dei corridoi e possibili partnership italo-tedesche”
hanno preso parte, tra gli altri,  il Presidente di Assoporti, Luigi Merlo, il Segretario Generale dell’Autorità Portuale di Venezia Claudia Marcolin, il Presidente di Ligurian Ports Lorenzo Forcieri e il Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto Sergio Prete.

Merlo nel suo “Impulse statement”, ha sottolineato la necessità di procedere ad un profondo cambiamento della politica portuale italiana per far sì che si possa costruire un rapporto solido tra i due Paesi, attraverso una modifica dei vecchi schemi, partendo da un comune indirizzo dell’Unione Europea e passando dai rispettivi Governi nazionali.

Sergio Prete, concordando la linea espressa da Merlo, ha aggiunto:
“Occorre colmare le differenze con i sistemi portuali del Nord Europa non solo con il necessario adeguamento infrastrutturale, ma anche attraverso una significativa modifica della normativa portuale italiana ed una maggiore efficienza dell’intermodalità e della logistica. L’Italia può svolgere un ruolo chiave quale piattaforma tra il Mediterraneo e il mercato dell’Unione, ponendosi quale attore privilegiato nei confronti dei nuovi mercati in via di sviluppo come Nord Africa e Balcan)”.

A conclusione del Forum, è stato ribadito dallo stesso Merlo quanto sia importante procedere ad un cambiamento della politica dei porti con una regia unica che tenga conto delle reali potenzialità degli scali italiani nonché delle necessità del mercato, migliorando la filiera logistica complessiva.     

Zona Economica Speciale a Gioia Tauro


L’Autorità Portuale di Gioia Tauro ha preso parte, con un proprio stand all’interno dell’area espositiva Assoporti, al TransportLogistic2013 di Monaco di Baviera. Si tratta del maggiore Salone internazionale del trasporto e della logistica, con cadenza biennale, che si sta svolgendo dal 4 al 7 giugno al Messe Mussen International di Monaco.

L’obiettivo dell’Autorità portuale è stato quello di sviluppare rapporti strategici a sostegno dello sviluppo della logistica e dei trasporti intermodali delle merci collegati al porto di Gioia Tauro. In questi giorni, il presidente Giovanni Grimaldi, accompagnato dal segretario generale, Salvatore Silvestri, si è intrattenuto con alcuni operatori della logistica cinesi, ai quali, in specifici incontri, ha illustrato le prospettive di sviluppodell’area portuale.

E’ stata, altresì, l’occasione per partecipare al meeting, organizzato dalla Contship Italia, all’interno del Salone. Nel corso dell’incontro, Grimaldi e Silvestri hanno avuto un appuntamento con la presidente della Contship Italia, Cecilia Battistello, con la quale hanno parlato dell’andamento dei traffici a Gioia Tauro e delle problematiche più attuali che interessano lo scalo. Si sono, altresì, soffermati sull’organizzazione della Conferenza internazionale, che si terrà a Gioia Tauro dal 26 al 27 giugno prossimi. Si parlerà di Global connectivity with the Mediterranean Basin”, promosso dall'Autorità portuale di Gioia Tauro in collaborazione con la World Free Zone Convention (WFZC), nel corso della quale saranno messe a confronto esperienze di zone franche presenti in tutto il mondo.

Nello specifico, l’obiettivo della Conferenza sarà quello di illustrare l’importanza strategica di istituire una Zona Economica Speciale a Gioia Tauro per attirare investitori stranieri al fine di favorire la crescita delle attività commerciali e operative del porto di Gioia Tauro e del suo retroporto.


Il Cubo d’Oro della Mostra d’Oltremare


La Mostra d’Oltremare pensa ancora a riqualificare e a dare valore alle proprie strutture. Dopo aver inaugurato appena due settimane fa l’albergo Palazzo Esedra e, prima ancora, il Teatrino dei piccoli rifarsi il look, mette in vetrina e a gara diciotto progetti di riqualificazione dell’enorme complesso per la quarta edizione del Premio La Convivialità Urbana, ideato dall’architetto Grazia Torre, presidente dell’associazione Napolicreativa.


 Dopo piazza San Luigi, il Casale di Posillipo e piazza Mercato, l’associazione e l’Ordine degli Architetti di Napoli hanno invitato giovani architetti, ma anche studi professionali già affermati, a misurarsi in una progettazione “partecipata” dello storico complesso fieristico nato nel 1939. Ai gruppi partecipanti è stato chiesto, in particolare, di progettare, solo a livello preliminare, l’albergo che sorgerà al posto dell’attuale istituto d’arte e della ex scuola americana e di dare nuove destinazioni d'uso agli spazi della Mostra che ne consentano l'uso continuativo. Venerdì, presso il Cubo d’Oro, il taglio del nastro delle tavole progettuali che resteranno esposte fino al 18 giugno, data della premiazione finale, per essere votate dal pubblico e dalla giuria tecnica.


Occasione imperdibile anche per ammirare il restaurato Cubo d’Oro, edificio in cemento armato caratterizzato da pilastri ricoperti da pietrarsa ed intervallati da vetrate con infissi a riquadri. Il Cubo d’Oro deve il suo nome al mosaico dorato che lo riveste, ispirato a decorazioni arabesche. L'interno, chiamato negli anni ‘40 il Salone dell'Impero, è decorato con iscrizioni di grandi dimensioni e due affreschi del pittore Giovanni Brancaccio. Il concorso di architettura si inserisce in un processo di riqualificazione che la Mostra d’Oltremare ha avviato da tempo sul proprio patrimonio storico-artistico, ambientale e archeologico e la direzione della Mostra auspica che il progetto vincitore possa essere realizzato con la formula di finanziamento del project financing.
“Sono contenta dei risultati ottenuti - commenta l’architetto Grazia Torre, presidente di Napolicreativa - in quanto oltre al progetto dell’albergo, il presidente del complesso fieristico, Andrea Rea, ci aveva chiesto di creare attività all’interno della struttura compatibili con le sue architetture monumentali e questo ha reso più complesso il tema rispetto agli anni precedenti ma abbiamo accettato la sfida. Ebbene, sono arrivate ben 18 proposte una più bella dell’altra, sia per la costruzione dell’albergo che per il generale aspetto conviviale che il concorso vuole dare alla Mostra”.
Eduardo Cagnazzi 

Aggregarsi per competere meglio sul mercato


Risponde a questa logica il contratto di rete che, secondo l’Osservatorio di Intesa Sanpaolo-Mediocredito, ha registrato un bel balzo in avanti nei primi tre mesi del 2013: nei primi tre mesi dell’anno 455 realtà imprenditoriali lo hanno utilizzato dando vita a 94 nuove reti, ovvero forme di collaborazione che consentono di mettere a fattore comune risorse e capacità con l’obiettivo di acquisire maggiore forza competitiva, produttiva e commerciale. Sale così a 792 il totale dei contratti registrati a fine marzo 2013 e a 4.091 il numero delle imprese coinvolte.

Lombardia, Emilia Romagna e Toscana guidano la classifica delle regioni più attive. Seguono il Veneto, le Marche e il Lazio. Le prime due in particolare, Lombardia ed Emilia Romagna, dove è anche più sviluppato il tessuto produttivo e maggiore è la propensione degli imprenditori a mettersi insieme soprattutto per la recessione in corso, sono le artefici della forte accelerazione dell’ultimo trimestre 2012, nel quale 801 nuove imprese hanno deciso di mettersi in rete. 


Tra le regioni meridionali si distingue la Campania con 151 contratti realizzati a tutto marzo. L’Osservatorio si sofferma anche sui risultati conseguiti a seguito della sottoscrizione di questo strumento: solo nel settore manifatturiero le imprese coinvolte hanno registrato un aumento di fatturato del 10,1%, contro il 4,6% di quelle non in rete e il differenziale si allarga ulteriormente se si considera il triennio 2009-2011. D’altra parte, le aziende che decidono di formare una rete si caratterizzano già in partenza per un migliore posizionamento competitivo: in un caso su due fanno già parte di gruppi economici (contro il 35% circa delle imprese non in rete), hanno attività di export (50% circa contro il 31%), certificati di qualità, partecipate estere, marchi registrati a livello internazionale richieste di brevetti e certificazioni ambientali. Industria in senso stretto e servizi sono i due macrosettori più rappresentati e raccolgono il 76,1% delle imprese in rete.

 E’ significativa anche la presenza della filiera delle costruzioni e immobiliare e di imprese dell’industria agro-alimentare, in particolare nel Mezzogiorno con la Sardegna in testa. Lo studio evidenzia infine come per decollare le reti d’impresa necessitino di formazione e di finanziamenti specifici. A tale proposito, Intesa Sanpaolo rileva che tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 sono nati tre laboratori regionali con funzioni di vero e proprio incubatori in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna per promuovere la conoscenza di questo strumento e agevolare l’incontro tra potenziali partner.

 A questi si affianca il Desk nazionale sulle reti per la consulenza normativa e finanziaria di Mediocredito Italiano, la società di Intesa Sanpaolo specializzata nel sostegno alla crescita delle piccole e medie imprese. Sul fronte dei finanziamenti un’opportunità importante è la provvista che la Banca Europea per gli Investimenti ha reso disponibile affinché pmi e imprese “mid-cap” possano raggiungere gli obiettivi strategici del contratto di rete per i quali Mediocredito ha stanziato fino adesso finanziamenti agevolati per oltre 22 milioni di euro. 

Eduardo Cagnazzi

LA CONFETRA APPREZZA LA POSIZIONE DEL MINISTRO LUPI SUI COSTI MINIMI

Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) ha espresso al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti On. Maurizio Lupi il proprio apprezzamento per la visione strategica esposta nelle due audizioni parlamentari alla Camera dei Deputati del 21 e 29 Maggio e ne ha sottolineato la lineare coerenza a proposito dei costi minimi dell’autotrasporto che punta alla prevenzione, al controllo, alle sanzioni ed alla diffusione dei contratti scritti piuttosto che a norme illiberali ed antieuropee aprendo la possibilità di una nuova fase nel rapporto tra committenti ed autotrasportatori se tutti avranno senso di responsabilità.

Contemporaneamente Confetra ha sollecitato l’attenzione del Ministro verso il dettagliato indice di interventi di sburocratizzazione, e talvolta di puro buonsenso, che gli è stato inviato. Quegli interventi, realizzabili a “costo zero” o a “saldo zero” coinvolgendo le Amministrazioni interessate, sono indispensabili per evitare la perdita di quote di traffico portuale ed aeroportuale e per attrarne di nuove.


La Confetra ha viceversa espresso la necessità di una rielaborazione del piano degli aeroporti ed ha sollecitato un maggiore urgente coordinamento della posizione italiana sulle decisioni assunte nei giorni scorsi dal Commissario europeo ai Trasporti Kallas a proposito dei porti europei.